Citazioni

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"Secondo la mia esperienza, chi vuol fare qualcosa di buono non deve pensare ad altro. Anche il lavoro di scrittore esige da un uomo tutte le sue energie. Si può dire che ne è addirittura risucchiato." (R. Walser)

"Portare i propri sogni nella mischia, nella bolgia quotidiana: la tragedia del poeta." (S. Aleramo)

"Come sono stato felice stamane, quando, invece del cielo azzurro, ho veduto le nuvole! Me ne infischio delle viste spettacolose e dei fondali da palcoscenico. Quando la lontananza scompare, le cose vicine ti vengono incontro con tenerezza." (R. Walser)

"Il pensiero che questa mancanza di senso dello stile abbia ormai le dimensioni di un'epidemia internazionale non è certo una consolazione." (R. Walser)

"E' una bella consolazione che i grandi crocevia assumano la forma di una stella; occorre poterli contemplare molto dall'alto per accorgersene."

(R.M. Rilke)

"Potersi dare ai propri sogni in un angolo appartato senza essere sempre costretti a soddisfare delle pretese non è certamente un martirio. E' la gente che lo vuol far passare per tale!" (R. Walser)

"Nel nostro Giuoco delle perle di vetro noi scomponiamo quelle opere dei saggi e degli artisti, ne ricaviamo regole stilistiche, tracciati formali, interpretazioni raffinate che usiamo come fossero pietre per costruire. Ciò che fa il Giuoco delle perle è raccogliere e ordinare in un’opera enciclopedica tutto lo scibile del suo tempo in forma simmetrica e sinottica intorno a un centro, aspirando non soltanto ad un allineamento dei campi del sapere e dell’indagine, bensì a un intreccio, ad un ordinamento organico. Andava dunque cercando il denominatore comune. Il Giuoco dei giuochi era diventato una specie di linguaggio universale col quale i giocatori erano in grado di esprimere valori mediante simboli e di metterli in vicendevole rapporto." (H. Hesse)

"Saper esprimere in modo facile e chiaro le cose complicate è senza dubbio uno dei segni distintivi del genio."

              (R. Walser)

"Ormai il destino di noi due è andare a passeggio:

non la pensa così anche lei?"

(R. Walser)

"A Konrad mancava invece la qualità essenziale: non aver paura di realizzare, di portare a compimento un'opera, non aver semplicemente paura di afferrare la propria testa, con gesto fulmineo e spietato, e ribaltarla, rovesciandone il saggio sulla carta." (T. Bernhard)

"Il nome non conta nulla, la persona dello scrittore non conta nulla, così come non contano assolutamente mai e in nessun caso né la persona né le vicende personali di uno scrittore, la sua opera è tutto, lui, lo scrittore non è nulla, è soltanto la gente che nella propria bassezza d'animo crede sempre di avere il diritto di confondere l'opera con la persona dello scrittore, ovunque, con l'impudente arroganza legata alle vicende della prima metà del secolo, la gente si sente autorizzata a confondere l'opera scritta con la persona che scrive e riesce in tutti i casi a sfigurare orribilmente l'opera legandola alla persona che scrive facendo confusione tra il prodotto e il suo creatore, e ne deriva una continua mostruosa deformazione di tutta la nostra cultura." (T. Bernhard)

"Le parole rovinano il pensiero, La carta lo rende ridicolo, la memoria si lascia scappare persino questo qualcosa di rovinato e di ridicolo. Le parole sono fatte apposta per svilire il pensiero, e un giorno riusciranno addirittura ad abolirlo. In ogni caso le parole sminuiscono tutto." (T. Bernhard)

"Il disegno è la rappresentazione di un oggetto posseduto. Quando si conosce a fondo un oggetto è possibile circoscriverlo con un tratto esteriore che lo definisca interamente." (H. Matisse)

"Chi scrive non vuole solo essere compreso, ma altrettanto sicuramente vuole NON essere compreso. Non è affatto un argomento contro un libro, se uno qualsiasi non lo capisce: forse era proprio questa l'intenzione del suo autore: non voleva essere capito da "uno qualsiasi". Ogni spirito, ogni gusto nobile si sceglie gli ascoltatori, quando vuole esser capito: e scegliendoli traccia contemporaneamente i confini nei confronti degli "altri". le sottili leggi di uno stile hanno tutte origine da qui; esse tengono a distanza, vietano l' "accesso", la comprensione, come ho detto - mentre aprono le orecchie di coloro con cui abbiamo affinità..." (F. Nietzsche)